
L' abbigliamento scozzese - come e perchè
Quando si parla di Scozia, le prime immagini che giungono alla mente sono quasi sicuramente quelle del tradizionale Kilt, erroneamente definito "gonnellino", della cornamusa, dell' ottimo Whisky.
Qualche raffinato conoscitore o chi è stato lassù almeno una volta poi, si ricorderà del vento, dei cieli sempre in movimento, del clima atlantico, dell' odore onnipresente del mare.
Se sondiamo profondamente lo spirito degli scozzesi, popolo fiero e legato alla tradizione, vedremo che soprattutto due elementi, il Kilt e la cornamusa, fungono da minimo comune denominatore di identità. Un po' come per noi italiani il buon cibo e il sole mediterraneo.
Nessuno vieta, a chi dimostra rispetto per queste tradizioni, di vestire il costume tradizionale scozzese: il Kilt e accessori annessi. Personalmente ho verificato che indossare il Kilt, suonare la cornamusa, amare e rispettare la tradizione è un biglietto da visita che porta dritto al cuore di ogni scozzese. In tanti anni mi è capitato di indossare il Kilt e suonare la cornamusa in presenza di scozzesi purosangue; durante numerosi matrimoni a cui essi stessi mi hanno invitato, nelle manifestazioni e negli eventi sociali in cui per un motivo o per l' altro, c' erano scozzesi. E sempre, dopo un primo momento di diffidenza o di perplessità, c'è sempre stata una reazione amichevole, a volte entusiastica, per la mia scelta.
Questa reazione si verifica però solo a certe condizioni precise. Innanzitutto vestire il Kilt significa vestire un Tartan. Il Tartan è la stoffa a quadri che stabilisce, a seconda dei colori e del disegno, a quale Clan o famiglia appartiene chi lo indossa. Insomma è come se tutti i Malaguti o tutti i Rossi d' Italia, avessero chessò, una loro cravatta particolare. Ma non basta: se questa caratteristica rappresentasse secoli di storia, battaglie, vittorie e sconfitte, essa diventerebbe la fiera "bandiera" di cui andare orgogliosi. E se qualcuno che non appartiene a questa tradizione indossasse un abito non suo, che reazione si dovrebbe aspettare?
Per questo motivo, anche se molto belli e affascinanti, i Tartan
dei Clans sono praticamente "vietati" a chi non possa dimostrare di avere affinità con quella famiglia.
Per fortuna, la storia e la tradizione militare vengono in aiuto di chi non può vantare sangue scozzese nelle vene.
Innanzitutto forse non tutti sanno che noi italiani possiamo ufficialmente indossare un certo Tartan, e che Tartan! Nientemeno che il Royal Stewart Tartan, il colore reale della famiglia regnante.
Non è fantasia ma realtà storica comprovata. Infatti un aneddoto narra che il principe Carlo Stuart (Bonnie Prince Charlie), figlio di Giacomo II Stuart, si trovò a capeggiare la ribellione giacobita del 1745. Questa trovò il solito tragico epilogo nella battaglia di Culloden Moor, svoltasi il 16 Aprile 1746

La battaglia di Culloden Moor nel quadro di Mark Churms
(clicca qui per una storia della ribellione e della battaglia)
Dopo la sconfitta e una rocambolesca fuga, Carlo Stuart riparò di nuovo in Vaticano, dove era cresciuto esule, e qui finì per morirvi solo, grasso e alcolizzato. Non prima però di avere concesso agli italiani, in segno di gratitudine, l' onore di poter vestire il Royal Stewart Tartan, il tartan reale scozzese.
A tutt' oggi, in onore alla dinastia reale scozzese, i reggimenti della Guardia indossano in Royal Stewart Tartan; e così faccio io in ossequio a tale tradizione. Il bello è che spesso gli stessi scozzesi con cui ho modo di parlare non sono al corrente di tale tradizione e apprezzano moltissimo il fatto che io la rispetti. Basta poco quindi per conquistare un po' di rispetto da parte loro.
Un' altra cosa da non fare è quella di vestire il Kilt come un abito carnevalesco ma di indossarlo per occasioni serie. Inoltre rammento spesso che l' Italiaè stata terra di Celti, dalle Alpi agli Appennini (che prendono il loro nome dal dio celtico Penn) giù fino a Terni, città di vestigia celtiche, che probabilmente un po' di sangue celtico alberga in molti italiani.
Un 'alternativaè quella di vestire tartans militari come il Black Watch, nato per vestire il primo reggimento reale scozzese, posto a guardia delle Highlands e forse per questo, nono troppo simpatico agli "integralisti" scozzesi.
Dotarsi di un appropriato abbigliamento scozzese non è propriamente economico. un buon Kilt costa svariate centinaia di euro ed è rigorosamente confezionato a mano su misura. Per questo consiglio sempre di chiamarci per ottenere i dettagli necessari alle misurazioni di sartoria, sia per i Kilts che per le giacche.
Ma alla fine, cosa c'è di più bello di un piper vestito nel tradizionale abito da cerimonia?
IL KILT
E' l' elemento tradizionale e identificativo dell' abbigliamento tipico dell' highlander. Originariamente veniva chiamato Belted Plaid ad indicare che si trattava in realtà di un solo lungo pezzo di stoffa di tartan, utilizzato di notte come calda coperta, di giorno come abbigliamento. veniva
steso a terra e piegato in una serie die pleats, pieghe, sulla cintura di cuoio. L' highlander si stendeva a terra e drappeggiava il plaid intorno alla cintura. La parte rimanente veniva fermata sulla spalla sinistra con una spilla (brooch).
Nel XVIII secolo, il Kilt venne diviso dal plaid prendendo appunto questo nome (kilt = piccolo, tagliato) e il plaid divenne un capo a sè stante, come vedete nella foto a sinistra.
Il Kilt è oggi realizzato con 8/9 yarde di pesante tartan e il colore o disegno del tartan sono legati in modo indissolubile alla famiglia o al gruppo di famiglie (Clan) che portano tale disegno come distintivo del proprio rango.
Il Kilt è il simbolo stesso della Scozia, insieme al Whisky e alla cornamusa. Guai a chi volesse identificare il Kilt come una "gonna". Questo capo d' abbigliamento no ha nulla di effeminato e anzi, tra gli scozzesi si usa dire che A man in Kilt is a man and a half, cioè che un uomo in Kilt è un uomo e mezzo!
E le truppe tedesche, nella seconda guerra mondiale affermarono che il più tenace, combattivo, leale e valoroso soldato era il soldato scozzese. La 51ma divisione Highland si guadagnò questo' onore a prezzo molto alto.
Nella prima guerra mondiale, durante la sanguinosa offensiva della Somme, in Francia, persero la vita 150.000 uomini, e di questi 15.000 erano soldati scozzesi, e tra loro più di 180 pipers morirono accompagnando le truppe all' assalto incitandole con il suono selvaggio delle cornamuse.
LO SPORRAN
Nell' abbigliamento scozzese, l' elemento distintivo, oltre al kilt, è il classico Sporran, che in gaelico significa"tasca, borsa".
Lo sporran serve all' highlander per riporre gli effetti personali, non essendo dotato il kilt di nessuna tasca.
Va indossato sul Kilt e oggi vengono riconosciute quattro categorie di sporrans:

Leather Sporran
Per il giorno
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Semi-Dress
Per le occasioni mondane
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Dress
Per cerimonie
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Piper's
Per i suonatori di cornamusa
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Nel catalogo di Celtic Store, trovi dagli sporran più semplici e classici ai modelli più eleganti ed elaborati. La nostra fornitrice di preferenza è la Sig.ra Margaret Morrison. La sua produzione può essere apprezzata nel catalogo mentre qui potete vedere alcuni modelli di "cantle", la chiusura a borsetta in metallo con cui potete equipaggiare a scelta il vostro sporran. Indicatelo nell' ordine d' acquisto.

Celtic Dog
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Celtic Dress
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Celtic Oval
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Celtic Square
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Circle Chain
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Diamond
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Embossed
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Lattice
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Pierced
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Stag
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Thistle
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Torq
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LE CALZATURE
La tipica calzatura dell' highlander oggi è la Ghillie Brogue, scarpa in cuoio di stile classico con lunghi lacci che vanno annodati sulla caviglia. Anche qui la foggia ricorda la tradizione contadina di scarpe che venivano indossate in modo da trattenere le calze.

COME PRENDERE LE MISURE PER KILT E GIACCHE
Dal momento che difficilmente l' abbigliamento scozzese si trova pret-a-porter ma è confezionato squisitamente su misura, bisogna fornire alle sartorie d' oltre Manica le seguenti misure in centimetri:
Kilt

1>3 - Circonferenza all' altezza della cintura, due dita sotto l' ombelico.
4 - Circonferenza all' altezza delle natiche
1>2 - Distanza dalla cintura a metà della rotula del ginocchio
GIACCHE

1>2 - Distanza dalla base del colletto alla cintura
3>4 - Distanza dalla spina dorsale alla spalla
4>5 - Distanza dalla spalla al gomito
5>6 - Distanza dal gomito al polsino
7 - Circonferenza del torace
8 - Circonferenza della cintura (sopra il Kilt)
GILET (BONNIE PRINCE CHARLES WAISTCOAT)
1>2 - Scollo
1>3 - Lunghezza